Concediamo subito un punto. Il passaggio da oltre quattrocento portali "skin" attivi a cinquantadue domini ufficiali in mano a quarantasei concessionari — sancito dal nuovo regime entrato in vigore il 13 novembre 2025 — è effettivamente più ordinato del modello precedente. Su questo non c'è dibattito tecnico possibile.

Il dibattito comincia subito dopo.

Perché la lettura che circola in queste settimane su Gioco News, Agimeg e nei comunicati istituzionali — "mercato più trasparente", "operatori più solidi", "tutela del giocatore rafforzata" — confonde tre fenomeni distinti: la concentrazione patrimoniale, la conformità regolatoria e la qualità del prodotto offerto al giocatore italiano. Sono cose diverse. Il bando ADM ne ha imposta una sola.

Noi redazione abbiamo letto il bando di gara, abbiamo confrontato il registro dei concessionari pubblicato sul portale ADM con i bilanci dei gruppi internazionali che li controllano, e abbiamo verificato cosa l'art. 9 del D.L. 87/2018 — il Decreto Dignità — continua a permettere e cosa continua a vietare nel 2026. La conclusione editoriale non è quella che state leggendo altrove.

La Narrativa del "Mercato Più Pulito" Confonde Concentrazione Con Conformità

L'argomento che gira è semplice: meno operatori uguale mercato meglio sorvegliato. È un sillogismo seducente. È anche, nella sostanza, falso.

Quello che il nuovo regime concessorio ha selezionato non è la qualità dell'operatore. Ha selezionato la capacità patrimoniale di sostenere sette milioni di euro per concessione, due anni di esperienza documentata nei servizi online e tre milioni di ricavi da gioco nel biennio precedente. Sono requisiti finanziari. Sono soglie d'ingresso. Non sono indicatori di compliance.

Prendete Sisal. È un operatore ADM-licenziato di lunga data, oggi parte del gruppo Flutter Entertainment plc, che nel suo rapporto finanziario 2024 dichiara ricavi consolidati per 14,048 miliardi di dollari e 14,1 milioni di utenti registrati globalmente. Eurobet appartiene ad Entain plc, che ha registrato 4,833 miliardi di sterline nel 2024 e 28 milioni di clienti attivi secondo il bilancio del gruppo. Lottomatica è il principale operatore italiano per quota.

Sono concessionari ADM legittimi. Hanno presentato la documentazione, hanno pagato la quota, sono nel registro. Ma qui sta il punto: la loro presenza nel registro 2025-2026 non è il risultato di un esame di condotta. È il risultato di un esame di bilancio.

E un esame di bilancio non è inutile. Aiuta. Riduce gli operatori-fantasma, le società di comodo, i marchi che facevano skin di skin. È un netto miglioramento sotto questo profilo.

Ma chi sta scrivendo che "il giocatore italiano è ora protetto da operatori certificati per condotta" sta facendo un salto logico che il bando non sostiene. La condotta si verifica con le ispezioni, le sanzioni, gli enforcement notice pubblicati. Non con la soglia di capitale sociale.

E qui arriviamo al secondo punto.

I Sette Milioni di Euro Per Concessione Non Sono Una Barriera all'Ingresso — Sono Una Selezione di Bilancio

Esiste una contraddizione documentale che vale la pena srotolare.

Il bando ADM 2025 stabilisce che le concessioni durano nove anni e che ciascuna costa sette milioni di euro. Il comunicato del Ministero dell'Economia e delle Finanze accompagnatorio descrive la riforma come un passo verso "operatori solidi e affidabili". Due frasi diverse, entrambe operative, entrambe vere.

Lette insieme dicono qualcosa che la stampa di settore non ha voluto leggere.

Sette milioni per nove anni significano circa 778.000 euro l'anno di costo concessorio prima di qualunque altro impegno fiscale. A questo si aggiunge il 24,5% di GGR sulle scommesse sportive e il 25,5% sui giochi di casinò e di abilità, più un canone del 3% sul NGR, più l'obbligo di destinare lo 0,2% dei ricavi a iniziative di gioco responsabile. Per un operatore con cento milioni di GGR annuo, l'impronta fiscale italiana supera i venticinque milioni l'anno prima dei costi operativi.

Cosa significa? Significa che il regime concessorio italiano del 2026 ha implicitamente deciso quale taglio minimo di operatore può esistere nel mercato. Sotto un certo volume, l'operazione non sta in piedi.

I sostenitori della riforma diranno che questo è un bene — meglio pochi operatori grandi che molti piccoli e improvvisati. È una posizione difendibile. Ma non è la posizione che ADM ha esplicitato. Il bando parla di trasparenza e tutela. Non parla di consolidamento oligopolistico come obiettivo. La distinzione conta perché le politiche successive — l'enforcement contro operatori fuori registro, l'aggiornamento dei requisiti tecnici, la gestione delle controversie con i giocatori — si calibrano in modo diverso se il regolatore riconosce o nega la natura oligopolistica del nuovo assetto.

Per riferimento: il registro pubblico dell'UKGC britannica ospita 268 operatori online attivi al dicembre 2024. La Gran Bretagna ha un mercato online maturo, regolatore tier-1, simile per dimensione al nostro. Loro hanno 268 licenziati. Noi ne abbiamo 46.

Si può argomentare che la nostra strada sia migliore. Si può argomentare il contrario. Quello che non si può fare è descrivere il nostro modello come "più trasparente" senza qualificare cosa intendiamo per trasparenza in un contesto con 46 attori.

La Vera Domanda Non È Quanti Operatori Restano Ma Cosa Fa il Decreto Dignità a Quelli Rimasti

Qui la conversazione pubblica devia in modo significativo.

L'art. 9 del D.L. 87/2018, convertito con modificazioni dalla L. 96/2018, vieta qualunque forma di pubblicità diretta o indiretta relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro. Il divieto è esteso, ricomprende sponsorizzazioni sportive, sponsorizzazioni di trasmissioni, pubblicità nei luoghi di gioco, pubblicità online. È in vigore senza interruzioni dal luglio 2018 e non è stato sostanzialmente modificato dal nuovo bando concessorio.

Conseguenza concreta: i 46 concessionari ADM 2026 sono operatori che, per legge, non possono comunicare al mercato italiano i propri prodotti, le proprie promozioni, le proprie identità di marca. Possono operare il sito. Non possono dire al pubblico che esistono.

Questo crea un'asimmetria competitiva specifica.

Gli operatori internazionali con presenza pre-esistente in Italia — Sisal (Flutter), Eurobet (Entain), Lottomatica — beneficiano di un brand recognition costruito prima del 2018 o consolidato in altri canali. Un nuovo entrante che dovesse acquisire una concessione nel 2026, anche pagando i sette milioni e soddisfacendo i requisiti patrimoniali, non avrebbe modo legale di farsi conoscere dal giocatore italiano. Il combinato disposto del nuovo regime concessorio e del Decreto Dignità rende l'ingresso strutturalmente svantaggiato rispetto agli incumbents.

È una conseguenza prevedibile. Non è scritta in nessun documento ADM come obiettivo, ma deriva matematicamente dalla coesistenza dei due strumenti normativi. Lo segnaliamo perché nessuno lo sta segnalando.

C'è un dato comparativo utile. Il Brasile, che dal primo gennaio 2026 ha avviato il regime SPA gestito dal Ministério da Fazenda, ha aperto il mercato a oltre centoventi operatori richiedenti con un'imposta del 12% sul GGR e senza divieto di pubblicità equivalente al nostro. Sono due filosofie regolatorie opposte. Non stiamo dicendo quale sia migliore. Stiamo dicendo che la nostra produce 46 operatori che non possono parlare al loro mercato, e che questo non è un effetto neutro sulla concorrenza.

L'UKGC britannica, citata sopra per il numero di licenziati, ha sanzionato Entain nel 2022 per 17 milioni di sterline per carenze nei controlli sociali e antiriciclaggio sui marchi Ladbrokes e Coral. La sanzione è pubblica, dettagliata, citabile. Il giocatore britannico può consultare il registro e vedere chi è stato sanzionato, quando, per cosa, e quanto ha pagato. Questo è un livello di trasparenza operativa che il modello italiano, per scelta politica, non ha replicato.

Forse lo replicherà. Ne vedremo gli effetti.

Questo pezzo è nato come analisi sui requisiti finanziari del nuovo bando ADM ed è diventato, scrivendolo, una riflessione sul cortocircuito fra concentrazione di mercato e divieto di pubblicità. Sono due politiche pubbliche concepite in tempi diversi, per obiettivi diversi, e oggi convivono producendo un effetto combinato che nessuno dei due strumenti, isolatamente preso, voleva produrre. Ribalteremmo la nostra lettura se ADM pubblicasse un registro dettagliato delle ispezioni condotte sui 46 concessionari nei primi diciotto mesi del nuovo regime — con esiti, sanzioni e prescrizioni — paragonabile per granularità al public register UKGC. Fino a quando quel documento non esiste, la posizione resta questa: il mercato 2026 è più ordinato del precedente, non necessariamente più sicuro per il giocatore.

FAQ

Quanti operatori ADM sono attivi dal 13 novembre 2025?

Sono 46 concessionari titolari di 52 domini online ufficiali. Il nuovo regime concessorio ha sostituito il modello precedente, che permetteva oltre quattrocento portali "skin" derivati da concessioni esistenti. La validità delle nuove concessioni è di nove anni, con attivazione entro maggio 2026. Il modello white-label, che consentiva a una concessione di alimentare più siti commerciali distinti, è stato abolito: ciascun concessionario può operare un solo sito ufficiale riconducibile direttamente al codice di autorizzazione.

Quanto costa ottenere una concessione ADM nel nuovo regime?

Sette milioni di euro per concessione, da pagare a fronte di nove anni di validità. A questo si sommano i tributi sul GGR — 24,5% sulle scommesse sportive, 25,5% sui giochi di casinò e di abilità — un canone del 3% sul NGR e l'obbligo di destinare lo 0,2% dei ricavi a iniziative di gioco responsabile. I requisiti d'accesso includono inoltre due anni di esperienza nei servizi online e almeno tre milioni di ricavi da gioco maturati nel biennio precedente la presentazione della domanda.

Il Decreto Dignità è ancora in vigore nel 2026?

Sì. L'art. 9 del D.L. 87/2018, convertito con L. 96/2018, vieta qualunque forma di pubblicità diretta o indiretta relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro. Il divieto si estende a sponsorizzazioni sportive, pubblicità televisiva, comunicazioni online e materiale promozionale nei luoghi di gioco. Il nuovo bando concessorio 2025 non ha modificato il regime pubblicitario. Le sanzioni per violazione restano competenza dell'AGCOM e di ADM secondo i rispettivi profili di vigilanza.

Operatori internazionali come Flutter ed Entain hanno presenza diretta nel registro?

Indirettamente, tramite controllate licenziate ADM. Sisal opera come marchio italiano del gruppo Flutter Entertainment plc, quotato NYSE e LSE con ricavi 2024 di 14,048 miliardi di dollari. Eurobet appartiene al gruppo Entain plc, quotato LSE, con 4,833 miliardi di sterline di ricavi e 28 milioni di clienti registrati globalmente. La concessione è italiana, il controllo è internazionale: è la struttura standard del settore concessionario italiano da oltre un decennio.

Cosa significa che il modello "skin" è stato eliminato?

Significa che un titolare di concessione non può più alimentare con la propria autorizzazione più siti commerciali con marchi diversi. Nel modello precedente, una concessione poteva generare decine di portali skin gestiti da partner commerciali, ciascuno con identità di brand autonoma ma appoggiato tecnicamente alla stessa licenza. Dal 13 novembre 2025 ciascun concessionario gestisce un unico sito ufficiale, riconducibile direttamente al codice di autorizzazione e al soggetto giuridico titolare iscritto nel registro pubblico ADM.

SPID e CIE sono obbligatori per registrarsi su un sito ADM?

Sì. L'autenticazione tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d'Identità Elettronica) è richiesta in fase di apertura del conto di gioco presso operatori titolari di concessione ADM. La verifica dell'identità collega il conto al codice fiscale del giocatore, abilitando i controlli antifrode e i meccanismi di autoesclusione previsti dal Registro Unico degli Autoesclusi. Non sono ammessi conti aperti senza identificazione SPID o CIE valida e tracciabile.

Il numero di 46 concessionari è confrontabile con altri mercati europei?

Solo entro certi limiti. Il registro pubblico della Gambling Commission britannica ospita 268 operatori online attivi al dicembre 2024 per un mercato di scala simile al nostro. La Germania ha un meccanismo concessorio diverso, con un tetto mensile di deposito unico di mille euro tracciato dalla GGL su tutti gli operatori. La comparazione diretta del solo numero di licenziati è fuorviante: ogni regolatore applica filtri d'ingresso, fiscalità e vincoli pubblicitari differenti, che modificano la struttura del mercato in modo non sovrapponibile.